Più
di un Secolo

Creata nel 1907 di seguito una timeline con tutti gli obbiettivi raggiunti in questi 100 anni di Cooperazione.

La Cooperativa Agricola Braccianti di Campiano è stata costituita il 9 agosto 1907. Le operazioni di fusione per incorporazione delle diverse cooperative agricole braccianti della zona (Santo Stefano, San Bartolo, San Zaccaria, Ghibullo e Carraie – San Pietro in Vincoli), avvenute tra il 1987 ed il 1992, portarono all’attuale Cooperativa.

CENTENARIO

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1907

 

1920

 

1929

 

1960

 

1970

 

1987

 

2011

 

1907

Fondazione

la Cooperativa Agricola Braccianti di Campiano fu fondata il 9 agosto 1907 in via Petrosa a Villa Campiano nel comune di Ravenna. Riuniti davanti al Notaio Venturino Venturini si trovano i testimoni Nullo Baldini, Giacomo Bindo Caletti e un gruppo di soci fondatori: Capanna Attilio, Casadei Romeo, Dradi Giuseppe, Fabbri Aurelio, Gramolino Giovanni, Lolli Federico, Mariani Primo, Menghi Paolo, Minghetti Ulisse, Montanari Aurelio, Morigi Egisto, Panzavolta Giulio, Rosetti Domenico e Zabberoni Attilio. Presidente della Cooperativa fu nominato Fabbri Luigi. Meno di un anno dopo nacque la Cooperativa Agricola Braccianti di Santo Stefano, alla quale seguirono quelle di San Bartolo, San Zaccaria, Ghibullo e Carraie - San Pietro in Vincoli.
I primi anni della Cab Campiano furono difficili: alcuni terreni, verso il mare e nelle basse della Standiana, erano da bonificare, sottraendoli ad acque inquiete e salmastre; altri, duri da lavorare, ricompensavano la fatica con magri redditi. I soci braccianti non aumentavano in maniera significativa: sono 80 gli iscritti a libro soci nel 1907 e solo 91 nel 1912.

1920

Superamento dei 100 Soci

Nonostante le difficoltà nel reperire terreni da coltivare, la Cooperativa Agricola Braccianti di Campiano supera i cento soci e alla fine del primo conflitto mondiale conta 128 unità. Questo decennio è inoltre contraddistinto dall’avvento delle macchine agricole a vapore.

1 12 1929

Fusione

L'avvento del Fascismo portò alla sostituzione dei Presidenti delle Cooperative con Commissari nominati dal regime. L’idea del regime era quella di portare all’unificazione delle piccole cooperative ed alla eliminazione delle cooperative “rosse”. Solo il primo dicembre 1929 avvenne la fusione tra la “Cooperativa Agricola Braccianti di Campiano” e la “Nuova cooperativa agricola di lavoro fra gli operai braccianti di Villa Campiano e di San Pietro in Campiano” (cooperativa di derivazione repubblicana) e la creazione della “Cooperativa Agricola Sindacale Braccianti di Campiano”. Non fu facile misurarsi con il senso di appartenenza e la testardaggine dei soci delle due cooperative. I tempi per le unificazioni si prolungarono in quanto ci furono una serie di assemblee impossibilitate a deliberare per mancanza di requisiti di legge. Alla fine del secondo conflitto mondiale le due cooperative si separarono per tornare ad essere due entità ben distinte: Cooperativa Agricola Braccianti di Campiano (Legacoop) e Cooperativa Agricola Mazzini di Campiano (A.G.I.C.).

Anni ’60

Nascita Primi Consorzi

Emerge sempre più la necessità di modernizzare l’organizzazione del lavoro in cooperativa, sviluppandone la produttività. Si va verso il superamento dei lotti individuali a favore di una gestione unitaria di tutti i terreni condotti in forma cooperativa. Ciò favorisce il ristabilirsi degli equilibri presenti nel periodo ante fascismo, che aveva visto nelle cooperative agricole di conduzione un elemento di sviluppo che favoriva la specializzazione e le nuove produzioni. Nascono i primi consorzi, che hanno come base sociale le cooperative di produzione e singoli coltivatori diretti; si tratta dei consorzi fitosanitari, delle cantine sociali, dei primo “frigo” cooperativi. In quegli anni i Consigli di Amministrazione delle cooperative di Campiano, San Zaccaria e la So.pr.e.d. deliberano la costruzione di un centro tecnico-amministrativo comune.

'60 - '70

Acquisizione Azienda 'La Gianetta'

In quegli anni, dalla Federazione, fu presa in affitto l’azienda Casale, furono acquisite la Fabiana, la Ca’ Bruciata, l’azienda Ospedale tutte aziende che presentavano terre dure. Successivamente viene acquisita una piccola azienda la Giannetta dai terreni migliori. Ma la riforma agraria di quegli anni privilegia le aziende dei coltivatori diretti e le CAB vengono tagliate fuori dai contributi.

1987

Rivoluzione e Modernizzazione

inizia la grande stagione delle fusioni. Le prime a fondersi sono Ghibullo e San Bartolo; successivamente San Bartolo, Ghibullo e Carraie vengono incorporate da Campiano. Solo nel 1989 San Zaccaria viene fusa in Campiano e nel 1992 l’ultima fusione avviene tra Campiano e Santo Stefano. Con i processi di fusione, attraverso la meccanizzazione agricola, si fa largo una nuova cultura, che dà maggior peso alla gestione e al risultato economico dell’impresa. È una rivoluzione soprattutto di mentalità; non più tante aziende con mezzi ormai vecchi e obsoleti, inadeguati alle grandi dimensioni e poco economiche nella gestione, ma con trattrici moderne, con macchine per la lavorazione dei terreni in grado di ripagare, in breve, gli investimenti sostenuti e una maggiore capacità operativa.

2011

Nascita 'Società Agricola Campiano Biogas S.r.l'

il 16 novembre 2011 è stata costituita la “Società Agricola Campiano Biogas S.r.l.” con partecipazione pari al 50% del capitale sociale, la restante parte fa capo alla società Ayrion Spa (tra i soci vi sono società del Gruppo Orogel ed ex Gruppo Sfir). La Campiano Biogas svolge attività di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili destinata alla vendita tramite l’impianto a biomasse (biodigestore) costruito sui terreni dell’azienda denominata “Valloncello” di proprietà della cooperativa.